Biografia

Chiara Di Donato nasce a Napoli il 26 giugno 1980, da subito innamorata dell’arte ed affascinata dai colori, già in tenera età disegna con passione mostrando grandi capacità creative. Alla scuola dell’infanzia dava vita ad una quantità infinita di disegni che regalava ai suoi piccoli “committenti”, usando pastelli, matite, tempere ed acquerelli.
La sua formazione artistica nasce dagli insegnamenti scolastici e viene alimentata soprattutto dalla famiglia, che con amore l’ha guidata verso la passione per l’arte in ogni sua forma, coinvolgendola in continue “passeggiate” tra musei, mostre e gallerie d’arte.

La Formazione

Anche se educata alle belle arti, durante l’adolescenza viene indirizzata verso un percorso di studio distante dall’arte, dopo il diploma nel 1999 vince il concorso magistrale e nel 2008 consegue la laurea in Scienze dell’Educazione, tali studi la portano all’insegnamento nella scuola dell’infanzia in giro per l’Italia.

Non abbandona mai la pittura, infatti, nel tempo libero si dedica alle arti figurative, si interessa molto al disegno dal vero, sperimenta il chiaro scuro a gessetto, dipinge paesaggi ad olio. In seguito si mette alla prova con nuove tecniche e forme facendosi guidare unicamente dai colori e dall’energia che le trasmettono, inizia cosi il suo approccio verso l’arte astratta.

Anche se educata alle belle arti, durante l’adolescenza viene indirizzata verso un percorso di studio distante dall’arte, dopo il diploma nel 1999 vince il concorso magistrale e nel 2008 consegue la laurea in Scienze dell’Educazione, tali studi la portano all’insegnamento nella scuola dell’infanzia in giro per l’Italia.

Non abbandona mai la pittura, infatti, nel tempo libero si dedica alle arti figurative, si interessa molto al disegno dal vero, sperimenta il chiaro scuro a gessetto, dipinge paesaggi ad olio. In seguito si mette alla prova con nuove tecniche e forme facendosi guidare unicamente dai colori e dall’energia che le trasmettono, inizia cosi il suo approccio verso l’arte astratta.

Contestualmente si dedica attentamente allo studio di grandissimi artisti come Michelangelo Leonardo, Caravaggio, per poi innamorarsi perdutamente degli impressionisti francesi, rivolgendosi quindi alla produzione di Monet, Cezanne, Gauguin, Renoir, passando attraverso l’espressionismo di Van Gogh.

Dal 2001 al 2016, complice un intenso periodo di formazione e lavoro tenutosi nell’ambito scolastico , attraversa un periodo di silenzio artistico. Tale periodo terminerà solo successivamente quando, riprendendo possesso della sua arte come valvola di sfogo, resterà folgorata dalla tecnica a spatola e qualsiasi altro strumento che renda la sua arte materica.

Questa svolta intimamente astratta, trova in Chiara il mezzo ideale per realizzarsi e “ricostruirsi” attraverso lo studio del movimento e della materia.La nuova fase è influenzata dal percorso artistico di moderni pittori come Pollock e Richter.

In continua evoluzione, compie molteplici viaggi all’estero sempre alla ricerca di nuove esperienze umane e nuove ispirazioni che possano arricchire le sue opere.

Ama la sperimentazione ed il mettersi alla prova, infatti ha cambiato spesso stile tornando talvolta ad utilizzare e a fondere assieme pennello e spatola, tecniche miste e nuovi colori, affinando una ricerca che è elemento essenziale del suo divenire espressivo. Di carattere molto vivace, solare ed allegro attualmente vive nella sua amata Napoli, dove si divide tra l’insegnamento ed il continuo studio di nuove tecniche caratterizzato da una feconda vena pittorica in continua metamorfosi.

Cosa esprime

Attraverso l’uso di spatole, la sovrapposizione di molteplici strati di colore ed un meticoloso lavoro di manipolazione della pittura l’artista ottiene il riemergere dei livelli inferiori tramite contrasti cromatici negli strati di vernice più superficiali. Una volta decisa la “gerarchia” dei colori, quando entra in gioco la spatola, l’artista accetta  la componente casuale del processo, fase fondamentale per il risultato finale.

Questo le permette di ottenere dei dipinti imprevedibili ed unici. L’artista adottando un metodo di lavoro molto energico abolisce l’utilizzo del cavalletto, si avvale così di un piano di lavoro orizzontale che opponga resistenza all’attività svolta con le spatole.

In questo modo, potendo girare intorno alla tela, guardandola e lavorandola da ogni angolazione,si sente parte integrante di ciò che sta creando, immergendosi completamente “dentro” al quadro. Con questa tecnica i diversi strati di pittura riescono ad assumere particolare corposità e profondità Ciò che ne deriva e’un emozione sempre diversa.

Il colore è parte integrante della psiche e trasmette inevitabilmente sensazioni. L’artista, con l’aiuto della spatola, lavora i colori attivandoli a vicenda, dando vita ad infinite sfaccettature, sfumature,venature, tracce, luci ed ombre, producendo movimento e profondità irripetibili. I colori diventano quindi, il mezzo fondamentale per catapultare lo spettatore in un turbinio di emozioni.
Ogni quadro non si incasella in un unico schema espressivo ma è libertà assoluta di energia, la ricerca e la sperimentazione costante di un equilibrio tra i colori L’equilibrio è un tema antichissimo,  soprattutto quello emozionale, ogni individuo lo ricerca e lo brama.

Secondo il pensiero cinese ogni cosa è divisa tra lo yin (nero) e lo yang (bianco), un avvicendarsi di luci ed ombre, l’equilibrio può definirsi un dosaggio fluido e misterioso di queste due componenti.